Per capire la portata del danno economico, sociale e ambientale, oltre ai rischi per l’incolumità pubblica è necessario avere dei termini di paragone, per questo vale la pena di analizzare due esempi che possono aiutare a comprendere la situazione di casa nostra, l’Alaska ed il Parco di Yellowstone.
L’Alaska
L’Alaska Department of Fish and Game (www.adfg.alaska.gov) rileva che nel loro stato la popolazione di lupo non è assolutamente a rischio e stimano che il numero di capi oscilli tra i 7.000 e gli 11.000 esemplari.
Da questa forbice cosi ampia già si capisce come non sia assolutamente necessario sapere con esattezza quanti sono gli animali presenti, il dato diventa significativo quando gli animali sono pochi, ma se ne hai tanti, o troppi come in Italia, sapere con esattezza quanti sono è assolutamente inutile.
In Italia i censimenti ufficiali, pubblicati da ISPRA, su rilevazioni fatte tra l’ottobre 2020 e l’aprile 2021, rilevano una presenza di a 3.307 (tremilatrecentosette!) individui (forchetta 2.945 – 3.608), che è la popolazione di lupi più grande d’Europa.
Ignorando completamente il fatto che, a detta di chi ha contribuito a fare questa stima, i dati erano viziati dalla volontà di sottostimarne la presenza, e considerando solo ed esclusivamente l’incremento annuo della popolazione, si può dire con assoluta certezza che oggi in Italia abbiamo una popolazione non inferiore alle 5.000 unità.
Va rappresentato che il lupo è completamente assente nella Sardegna e nella Sicilia, oltre a tutte le isole minori.
Se l’Italia ha 5.000 lupi e l’Alaska dai 7.000 agli 11.000, possiamo arrivare a stimare che l’Alaska ha il doppio di lupi dell’Italia.
Adesso però dovremmo analizzare le differenze tra i due stati (fonte Wikipedia):
Non considerando il dato dell’Italia senza le isole principali, che amplificherebbero gli effetti della presenza del lupo, si può affermare che un quantitativo pari al doppio dei lupi
italiani è distribuito in una superficie 5,68 volte superiore ed in un territorio con una popolazione 80 volte inferiore.
La densità di lupi in Italia farebbe quindi impallidire un abitante dell’Alaska, ma lo stesso abitante rimarrebbe veramente stupefatto da altri due dati importanti:
Il Parco di Yellowstone
Nel parco di Yellowstone il lupo è stato reintrodotto nel 1977, prima di allora era considerato assente a seguito degli abbattimenti massivi, introdotti nel 1914 con una disposizione del Congresso degli Stati Uniti che ne decretava la rimozione, per i danni che i lupi causavano alla fauna ed agli allevamenti.
Fu reintrodotto per limitare il numero di grandi ungulati, che i coyote non riuscivano a predare.
L’indole del lupo, che lo porta ad espandere l’areale, mantiene la popolazione di lupi pressoché costante nell’area del Parco, dal 2009 il numero dei lupi oscilla tra 83 e 123 esemplari (www.nps.gov/yell/learn/nature/wolves.htm).
Nelle aree limitrofe al parco viene praticata una gestione selettiva, nella quale i lupi vengono abbattuti in un quantitativo contingentato.
Al di fuori di questa “fascia cuscinetto” il lupo viene regolarmente cacciato.
Il Parco di Yellowstone occupa una superficie di 8.982 km², la Toscana è 2,56 volte più grande (22.987 km²), in pratica l’intero parco è equivalente alle province di Arezzo, Firenze, Lucca e Prato, per dare un’idea della sua grandezza.
In tutta quest’area vivono una media di 100 lupi.
100 lupi nell’intero parco di Yellowstone, un’area completamente disabitata, senza allevamenti, che è frequentata solo dai turisti e dagli addetti del parco.
La regione Toscana ha stimato una popolazione di circa 1.000 lupi, appare evidente come la situazione sia assolutamente insostenibile ed al di fuori di ogni logica.
Riguardo invece alla sola provincia di Arezzo, uno studio di Luca Mattioli del 2018 ha stimato una densità di lupi di 5,04 individui/100 km².
La provincia di Arezzo ha un’area di 3.233 km², quindi con la densità di lupi del 2018 arriviamo alla cifra di 162 lupi.
162 lupi nella provincia di Arezzo (nel 2018), molti di più dell’intero parco di Yellowstone!