Nel Canton Glarona è stato rilasciato un ordine di abbattimento immediato per due lupi.
Le autorità si erano attivate dopo numerosi avvistamenti di lupi nei comuni di Matt, Engi e Elm.
La decisione che ha fatto scattare la misura di sicurezza è scaturita da un episodio avvenuto giovedì 23 gennaio 2025: a Elm due lupi si sono avvicinati a meno di trenta metri da un bambino di 4 anni, la madre e i passanti hanno faticato molto per riuscire a far desistere il lupo dal suo interesse per il fanciullo.
La decisione per la soppressione dei due animali è diventata esecutiva dal giorno successivo all’accaduto e si rifà alla «Strategia Lupo Svizzera» pubblicata nel 2023 dal Dipartimento Federale dell’Ambiente.
I guardiacaccia avranno 30 giorni di tempo per abbattere i due animali.
Questo avviene nei paesi civili, invece in Italia siamo passati più volte dalla tragedia, alla commedia e poi alla farsa.

 

La tragedia

Il 10 settembre 2024 un bambino è stato predato da un lupo in un parco pubblico della capitale, ci sono volute 8 persone per riuscire a liberarlo.
Il bambino è finito all’ospedale Sandro Pertini di Roma, per le ferite riportate.

La commedia

L’animale è stato catturato il 26 settembre e liberato in un parco dell’Abruzzo.
L’apprensione per lo stato di salute del lupo è stata così forte che i media si sono scatenati per divulgare i video della liberazione, anche nei giorni successivi sono stati diffusi i video del lupo, perfettamente inserito nel nuovo ambiente.

La farsa

Delle condizioni del bambino non si è interessato nessuno e non siamo riusciti a metterci in contatto con la famiglia alla quale è stato detto di non rilasciare dichiarazioni, per consentire la cattura del predatore, senza innescare “la tutela del lupo”.

 

La tragedia 2

Il 7 maggio del 2023, sulla spiaggia di Vasto (CH), in mezzo alla folla presente per assistere all’arrivo di una tappa del Giro d’Italia, una lupa attacca Rebecca, una bambina di 4 anni che sarà ricoverata in ospedale.
In ospedale ci finisce anche un altro bambino, che la stessa lupa attacca subito dopo, quando il padre di Rebecca riesce a liberarla.
Per fortuna il secondo bambino subisce solo escoriazioni.

La commedia 2

Gli “esperti” si sperticano a sostenere che non si tratterebbe di un lupo, ma di un cane “lupo cecoslovacco”.
A seguito delle successive aggressioni, foto, video e segnalazioni, dopo 13 aggressioni e 11 persone finite all’ospedale, gli esperti e gli animalisti arrivano a concedere che si sarebbe trattato di un “ibrido”, anche perché, a loro dire, “i lupi non attaccano le persone”.
L’Ente Parco dell’Abruzzo cattura l’animale nell’agosto dello stesso anno, ma non avendo avuto la prevista autorizzazione del Ministro dell’Ambiente, lo rilascia laddove era stato catturato, direttamente nel centro abitato.
A settembre arriva l’autorizzazione alla cattura e l’animale viene finalmente recuperato.
ISPRA effettua un esame del DNA che conferma due cose: che si tratta dello stesso animale che ha ferito più persone nella zona di Vasto e che si tratta di una femmina di lupo, pura al 100%.
L’animale viene spostato in un parco, dove vengono mantenuti (con denaro pubblico) i lupi problematici, confidenti o pericolosi.

La farsa 2

Nel settembre del 2023 il lupo è scappato e se ne sono perse le tracce.

 

I lupi in dispersione, saturando progressivamente i territori, giungono inevitabilmente nelle aree antropizzate e urbane, dimostrando inequivocabilmente come la mitologia costruita su questo animale invasivo e pericoloso, sia stata tramandata per disinformare, con finalità che non stiamo qui ad approfondire.
Le persone devono avere la consapevolezza che quando vediamo un lupo in un territorio, la sua presenza è giustificata solo dalla ricerca del cibo e non dalle infrastrutture e dai servizi, e che tutto quello che è fatto di carne rappresenta una possibile fonte di approvvigionamento.
Per questo grande carnivoro non fa alcuna differenza se il “pezzo di carne” è un cinghiale, un gatto, un cane o un bambino, se la taglia è favorevole scatta l’aggressione, per il lupo non esiste una “questione morale”.
La taglia ridotta del bambino agevola la decisione del predatore.
Il prestigioso “Newsweek”, in data 01 agosto 2022, ha riportato una notizia, successivamente veicolata anche da altri media, di un’aggressione di un lupo a tre bambini russi a Kidero, nel Dagestan, nel sud della Russia.
Un bambino è stato ucciso (9 anni), uno ferito e l’altro è rimasto illeso.
Occorre evidenziare che i lupi asiatici e quelli aretini appartengono alla stessa specie e che le differenze tra le due popolazioni sono di natura “etnica”, esattamente come le differenze che intercorrono tra un abitante del Dagestan ed uno della Valdichiana.
Quelli che banalizzano il problema dovrebbero sapere che la pericolosità del lupo, specialmente nei confronti dei bambini, non trova fondamento nelle favole, ma che è esattamente il contrario: sono le favole a riproporre archetipi e situazioni reali.
Oggi “Cappuccetto Rosso” assume ad una duplice valenza educativa; mai fidarsi del lupo e mai fidarsi di chi lo promuove.

In un contesto di proliferazione incontrollata dei lupi, come quello in atto in Italia, diventa ancora più importante che si proceda con l’attuazione della delibera del Consiglio Regionale della Toscana, ottenuta con un accordo bipartisan dal Consigliere Regionale Marco Casucci, per la dotazione nei Pronto Soccorso dei tamponi per il prelievo del materiale genetico dalle morsicature.
In una nazione scellerata in mano alla follia del REWILDING, se il Governo non si decide ad applicare le deroghe consentite dal DPR 357/1997, laddove la Giunta Regionale segue le indicazioni dei “Wanna Marchi” del lupismo, l’unica speranza di tutela delle persone è affidarsi ai poteri del Prefetto, che può procedere alle deroghe in applicazione dell’art. 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.


In questa situazione, l’individuazione certa del predatore può essere dirimente nelle valutazioni del Prefetto.