Se ci si concede il tempo di riflettere davvero, senza fretta e senza distrazioni, appare quasi ovvio: un libro può fare la differenza.
Talvolta può persino incidere sul corso di una storia.
Eppure, su questo potere silenzioso della parola scritta, si riflette raramente con la profondità che meriterebbe.

È proprio in questo spazio di consapevolezza che si colloca l’opera prima di Gaetano Riviello e Iacopo Nappini, un libro che va riconosciuto e raccontato con tutta l’enfasi che gli spetta, perché “Lupi & Pastori – Una storia diversa” ha introdotto, per la prima volta, una narrazione radicalmente nuova sul mondo del lupo: quella di chi ne subisce le conseguenze.

Più precisamente, il libro ha dato voce a chi subisce non tanto il lupo in sé, quanto gli effetti di un fanatismo ideologico e di una disinformazione sistematica, prodotti dall’uomo e non dall’animale. In questo risiede la sua forza più autentica: aver spostato il fuoco del racconto, rompendo una narrazione unilaterale e restituendo complessità a un tema troppo spesso ridotto a slogan e contrapposizioni sterili.

Il primo lavoro di questa coppia di autori, eterogenea solo in apparenza, ha affrontato l’argomento con un doppio sguardo, scientifico e umanistico, dando vita a un’opera compiuta proprio nella sua struttura dicotomica. Ne è nato un libro divulgativo, di lettura scorrevole e accessibile, che poggia tuttavia su una solida e rigorosa base scientifica. Un testo completo, pensato non per convincere, ma per far comprendere, e proprio per questo consigliabile a chiunque voglia davvero capire.

Eppure, paradossalmente, a un’opera così organica mancava ancora un tassello fondamentale.

Quel tassello è diventato il secondo volume, “Lupi & Pastori – Testimonianze e saggi”.

La sua necessità si impone quasi naturalmente, perché il mondo di cui si parla non è fatto di astrazioni, ma di uomini e donne per i quali la pastorizia, l’allevamento e la ruralità non sono mai stati soltanto una fonte di reddito o di sostentamento. Sono stati, e continuano a essere, uno stile di vita, una scelta identitaria profonda, talvolta una vera e propria missione esistenziale.

Per questa ragione non sarebbe stato possibile presentare il nuovo lavoro di Gaetano e Iacopo senza richiamare anche il primo. Le due opere dialogano tra loro e si completano, perché solo attraverso l’intreccio di prospettive diverse è possibile cogliere appieno il valore di un mondo che stiamo progressivamente perdendo.
Un mondo che, nonostante venga oggi marginalizzato e addirittura diffamato, ha rappresentato uno strumento essenziale per la nascita e lo sviluppo delle civiltà. Ignorarlo significherebbe non solo tradire una storia millenaria, ma rinunciare a comprendere una parte fondamentale di ciò che siamo stati e di ciò che dobbiamo ancora essere.

 

Dalla prefazione: Questo testo si presenta al lettore nelle vesti di una raccolta di testimonianze di lavoro pastorale, di saggi di esperti in ambiti diversi, di opinioni qualificate su aspetti della ruralità, di condizioni e storie di vite reali e concrete.
Questo scritto è in continuità ideale con il fortunato testo “Lupi & Pastori, una storia diversa”, che è stato la necessaria premessa di questo lavoro.
Molti temi e problemi del lavoro precedente sono qui presenti e, fra questi, le predazioni da parte dei lupi, le difficoltà della piccola e piccolissima impresa agro-pastorale, oltre a questioni di carattere giuridico, che evidenziano la difficoltà a ragionare e discutere di problemi del mondo rurale e del settore primario, ed infine il rapporto fra lavoro umano e ambiente, che nel corso di tre millenni ha dato luogo al paesaggio italiano.
Il testo assembla la dimensione umanistica con quella scientifica e presenta una caratteristica insolita e nuova. Da una lettura attenta emergono infatti due grandi temi, che si proiettano oltre il mero dato faunistico e giuridico, quello della Pace e quello della Libertà.

Il primo libro di Gaetano Riviello e Iacopo Nappini "Lupi & Pastori - Una storia diversa"