Il 6 marzo 2024 è stato un giorno di forte impatto per la città di Arezzo e per il mondo della pastorizia. In Piazza Guido Monaco, nel cuore della città, Matteo Contena, giovane pastore della provincia aretina, vi ha portato il corpo di una delle sue pecore sbranate dai lupi. Un gesto che ha suscitato stupore e commozione, ma soprattutto ha acceso i riflettori su una crisi che sta travolgendo la pastorizia locale.
L’azienda di Matteo, gestita insieme al padre Giovanni e allo zio Bernardo, non era nuova agli attacchi dei lupi. Nell’agosto del 2023, un branco penetrò nel loro gregge, eludendo i cani da guardiania, e uccise brutalmente 17 pecore durante il pascolo. Altre 7 rimasero ferite così gravemente da morire nei giorni successivi. Questo evento causò un danno enorme per l’azienda, che conta un gregge di circa 600 animali. Tuttavia, il vero peso di questa tragedia non fu solo economico, ma anche psicologico, segnando profondamente gli allevatori e suscitando un senso di impotenza e sconforto.
Matteo è diventato il simbolo di una categoria spesso dimenticata, decidendo di rompere il silenzio quando, a pochi mesi di distanza, il lupo è tornato a fare razzia nella sua azienda. “Questa pecora – ha dichiarato in piazza – rappresenta non solo una perdita economica, ma un pezzo della mia vita e della mia dignità come pastore.” Il suo gesto non è stato un atto di rabbia, ma un grido d’allarme: gli attacchi dei lupi si sono intensificati negli ultimi anni, mettendo in crisi gli allevamenti e lasciando i pastori senza tutele efficaci.
L’iniziativa di Matteo ha attirato l’attenzione dei media locali e di molti cittadini, che hanno ascoltato la sua testimonianza, rappresentativa di un problema diffuso tra gli allevatori. Tuttavia, il gesto di Matteo non è passato inosservato nemmeno nelle istituzioni.
Da un lato, il Comune di Arezzo, attraverso i Carabinieri Forestali, ha mosso una denuncia penale contro Matteo, e in più lo ha sanzionato con una multa di circa 580 euro per lo smaltimento della carcassa della pecora (già pagata dal pastore). Dall’altro lato, esponenti politici come l’europarlamentare Pietro Fiocchi hanno espresso solidarietà al giovane pastore. Fiocchi, tra le altre cose, schierandosi apertamente al fianco di Matteo, ha offerto il supporto del proprio ufficio legale per le spese processuali.
“L’Italia è in ritardo su questo tema,” ha dichiarato Fiocchi dopo l’evento del 6 marzo. “Chi lavora nelle campagne, sulle colline e in montagna svolge un ruolo prezioso per il territorio e dovrebbe essere sostenuto. Al contrario, viene lasciato solo, in balia di predazioni devastanti che causano danni economici, emotivi e svalutano un lavoro fondamentale. Se la politica non risponde, allora si devono portare le carcasse sventrate dai lupi nei palazzi del potere per mostrare concretamente il problema.”
Anche Mario Pellegrini, noto per il suo ruolo durante il naufragio della Costa Concordia e ora esponente di Fratelli d’Italia, si è unito alla causa, sostenendo Matteo e gli allevatori. Pellegrini si è recato personalmente nelle aziende colpite dalle predazioni, dimostrando il suo impegno diretto. Il 9 maggio 2024, quando il gregge di Matteo ha subito un nuovo attacco che ha causato la morte di tre pecore, Pellegrini ha aiutato Giovanni e Bernardo Contena a spostare le carcasse in attesa dei controlli dell’ASL, un gesto non da poco, che sottolinea ancora di più la sua vicinanza alla nostra causa.
Dal 6 Marzo 2024, l’azione di Matteo Contena è diventata un catalizzatore per una risposta collettiva. Poco dopo, infatti, è nato il Comitato Resistenza Pastorale, un movimento che mira a dare forza e rappresentanza a pastori e allevatori, ponendo al centro del dibattito le loro istanze e il valore del loro lavoro.
A guidare il Comitato è Veronica Ambrosino, eletta presidente. Determinata e appassionata, Veronica si è impegnata sin dall’inizio per dare voce a chi vive ogni giorno le difficoltà della pastorizia. Accanto a lei, nel ruolo di vicepresidente, c’è Matteo Contena, il giovane pastore che ha colpito l’opinione pubblica portando in Piazza Guido Monaco ad Arezzo una pecora sbranata dai lupi, trasformando quel gesto in un simbolo di resistenza e richiesta di attenzione. Completa il trio dei vertici il segretario Gianluca Cocco, la cui storia rappresenta un esempio lampante della crisi che il settore sta affrontando: in una sola notte, Gianluca ha perso 117 pecore, vittime di un attacco di lupi. La sua vicenda, drammatica e significativa, testimonia l’urgenza di un intervento strutturale per prevenire queste tragedie.
Il Comitato Resistenza Pastorale si propone di essere una piattaforma di ascolto e di azione concreta, in grado di unire pastori, cittadini e istituzioni per preservare una tradizione millenaria e garantire un futuro dignitoso a chi dedica la propria vita a questo mestiere.
Grazie alla guida di Veronica Ambrosino, Matteo Contena e Gianluca Cocco, il Comitato Resistenza Pastorale vuole dimostrare che la voce dei pastori può diventare un coro capace di cambiare le cose, tutelando il lavoro, la cultura e la natura che rendono unico il nostro territorio.
Matteo Contena non è solo un pastore, ma un simbolo di resilienza e dignità, un esempio di come un gesto semplice, ma carico di significato, possa scuotere le coscienze e mettere al centro del dibattito una professione che è parte integrante della nostra identità culturale e territoriale.
Dott.ssa Veronica Ambrosino